Agenzia delle Entrate emette provvedimento di sgravio per una cartella ammontante ad €. 195.795,10

Una società di Prato che si occupa di organizzazione, allestimento e gestione di ricevimenti, banchetti, convention, meeting, party, serate di gala, manifestazioni e spettacoli, riceveva da Agenzia delle Entrate una cartella di pagamento richiedeva in pagamento un importo complessivo di €. 195.795,10 per somme a titolo di credito per ricerca e sviluppo per €. 129.473,00 oltre sanzioni e interessi.

In particolare, la società riferisce aver ricevuto sei mesi prima una comunicazione da parte di Agenzia delle Entrate relativa agli esiti di un controllo automatizzato ex art. 36-bis n. 0010704918671 dalla quale emergeva unicamente che “dal controllo della dichiarazione integrativa mod. REDDITI 2018 […] sono emerse alcune anomalie”.

I nostri legali impugnavano la cartella innanzi alla Corte di Giustizia Tributaria di I grado di Prato chiedendo di accertare e dichiarare l’integrale illegittimità e/o infondatezza della cartella di pagamento in quanto sia la comunicazione che la cartella di pagamento sono del tutto prive di motivazione e, perciò, la Società contribuente non è in grado di conoscere le ragioni sottese alla pretesa erariale e, di conseguenza, non è in grado in alcun modo di esercitare il proprio diritto di difesa.

Infatti, la motivazione di un atto impositivo deve sussistere come imposto dall’art. 7 della L. 212/2000 ab origine (Corte di Cassazione ordinanze n. 16853/2021, n. 16854/2021), non essendo consentito integrarla in corso di causa. L’integrazione postuma in giudizio, andrebbe ad eludere l’obbligo motivazionale rendendo vana la relativa sanzione di nullità (Corte di Cassazione n. 11284/2022, n. 28560/2021, n. 2382/2018, n. 12400/2018, n. 3762/2019).

Letto il ricorso, Agenzia delle Entrate, senza svolgere alcuna difesa, provvedeva esclusivamente a depositare in giudizio, un provvedimento di sgravio.

Il provvedimento di sgravio delle somme iscritte a ruolo presuppone il precedente annullamento della cartella di pagamento e significa la cancellazione del debito.

L’Agente della riscossione deve, quindi, interrompe le procedure di incasso del credito e il contribuente non sarà tenuto al pagamento della cartella.

Grazie al nostro intervento, la società da noi assistita si è vista cancellare un debito pari a €. 195.795,10 nei confronti di Agenzia delle Entrate.