Il Tribunale di Milano dichiara la nullità parziale della fideiussione omnibus e dichiara la banca decaduta dal diritto di agire nei confronti del fideiussore per ottenere la somma di € 87.158,46

Il Tribunale di Milano dichiara la nullità parziale della fideiussione omnibus e dichiara la banca decaduta dal diritto di agire nei confronti del fideiussore per ottenere la somma di € 87.158,46

Un imprenditore di Prealboino (Bs) si rivolgeva al nostro Studio mostrandoci una diffida ricevuta in data 25.06.2018 a pagare a favore di una nota banca la somma di € 87.158,46 oltre interessi contrattuali e di mora nei limiti della garanzia prestata a favore di una società di cui era socio.

L’imprenditore ci riferiva, altresì, che l’esposizione debitori derivava dal passaggio a sofferenza di un conto corrente affidato intestato alla società avvenuto nel settembre 2014 e ci forniva la fideiussione omnibus sottoscritta in data 17.05.2005 la quale garantiva le obbligazioni della società stessa fino alla concorrenza di € 162.000,00.

Dopo aver esaminato la fideiussione, il nostro Studio citava in giudizio la banca al fine di ottenere una dichiarazione di nullità parziale della fideiussione stessa e conseguente pronuncia di decadenza dal diritto della banca di agire nei confronti del fideiussore.

Infatti, la fideiussione conteneva le seguenti clausole:

“Il fidejussore s’impegna altresì a rimborsare all’Azienda di credito le somme che dall’azienda stessa fossero state incassate in pagamento di obbligazioni garantite e che dovessero essere restituite a seguito di annullamento, inefficacia o revoca dei pagamenti stessi o per qualsiasi altro motivo.”

“I diritti derivanti all’Azienda di credito dalla fidejussione restano integri fino a totale estinzione di ogni suo credito verso il debitore, senza che essa sia tenuta ad escutere il debitore o il fidejussore medesimi o qualsiasi altro coobbligato o garante entro i termini previsti dall’art. 1957 cod. civ., che si intende derogato.”

“Nell’ipotesi in cui le obbligazioni garantite siano dichiarate invalide, la fidejussione si intende fin d’ora estesa a garanzia dell’obbligo di restituzione delle somme comunque erogate.”

Tale schema contrattuale è pacificamente conforme allo schema predisposto dall’ABI che la Banca d’Italia all’esito dell’istruttoria svolta ha dichiarato in contrasto con l’art. 2 II comma lettera a) della L. 287/1990, in quanto gli art. 2, 6 e 8 di tale schema contrattuale contengono disposizioni che venivano applicate in modo uniforme dalle proprie associate.

Nello specifico, con provvedimento n. 55/2005 la Banca d’Italia ha dichiarato gli artt. 2, 6 e 8 dello schema-tipo predisposto per la fideiussione omnibus in contrasto con l’art. 2 comma 2 lett. a) della L. 287/1990, avendo reputato che tali disposizioni fossero mirate ad “addossare al fideiussore le conseguenze negative derivanti dall’inosservanza degli obblighi di diligenza della banca ovvero dall’invalidità o dall’inefficacia dell’obbligazione principale e degli atti estintivi della stessa”.

 

Sulla questione è intervenuta la Corte di Cassazione che, con sentenza SU n. 41994/2021, hanno enunciato il seguente principio di diritto: “i contratti di fideiussione a valle di intese dichiarate parzialmente nulle dall’Autorità Garante, in relazione alle sole clausole contrastanti con gli artt. 2, comma 2, lett. a) della legge n. 287 del 1990 e 101 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, sono parzialmente nulli, ai sensi degli artt. 2, comma 3 della legge succitata e dell’art. 1419 cod. civ., in relazione alle sole clausole che riproducano quelle dello schema unilaterale costituente l’intesa vietata, salvo che sia desumibile dal contratto, o sia altrimenti comprovata, una diversa volontà delle parti.”

Condividendo la nostra impostazione, il Tribunale delle Imprese di Milano, nella persona del Presidente Dott.ssa Anna Bellesi, del Relatore Dott.ssa Elisa Fazzini Giudice e del Dott. Vincenzo Carnì Giudice, con sentenza n. 4511/2024 del 24.04.2024 così decideva:

“Accerta e dichiara la nullità delle clausole nn. 2, 6 e 8, di cui al contratto di fideiussione omnibus sottoscritto da Piovani Domenico e Piovani Stefano in data 17.05.2005 e dichiara la banca decaduta dal diritto di agire nei confronti di questi ultimi, ex art. 1957 c.c., in forza di suddetta fideiussione.”

Dichiarata la nullità parziale della fideiussione con riferimento alle clausole su-indicate, l’art. 1957 c.c. (“Il fideiussore rimane obbligato anche dopo la scadenza dell’obbligazione principale, purché il creditore entro sei mesi abbia proposto le sue istanze contro il debitore e le abbia con diligenza continuate.”) potrà trovare applicazione nel caso di specie.

Infatti, la banca aveva “passato a sofferenza” la posizione della società nel settembre 2014, aveva inviato la messa in mora ai fideiussori nel luglio 2018 ma aveva, poi, omesso di proporre istanza giudiziale nei confronti della società entro 6 mesi dalla scadenza dell’obbligazione.

In considerazione di ciò, è, dunque, evidente che non sussista alcun diritto in capo alla banca di avanzare la loro pretesa creditoria sulla base della fideiussione sottoscritta, essendo la banca decaduta dal potere di farlo.

Di conseguenza, il fideiussore non sarà tenuto al pagamento della somma di € 87.158,46 oltre interessi alla banca.