INPS rettifica una sanzione facendo risparmiare al contribuente €. 20.000

Un nostro cliente, proprietario di un bar a Macugnaga (VB) riceveva da INPS un’ordinanza-ingiunzione con la quale gli veniva ingiunto il pagamento di € 25.006,60 a titolo di sanzione amministrativa per la violazione di cui all’art. 2 comma 1-bis d.l. 463/1983, convertito in l. 638/1983.

L’ordinanza-ingiunzione, in particolare, traeva origine da un precedente accertamento avente ad oggetto il mancato versamento delle ritenute previdenziali ed assistenziali operate sulle retribuzioni dei dipendenti del nostro cliente in riferimento all’anno 2013.

Stante il mancato versamento di tale somma, INPS ingiungeva il pagamento della somma di €. 25.006,60, a titolo di sanzione sulla base della norma su-citata, la quale prevede che qualora l’omesso versamento non superi l’importo di €. 10.000 la sanzione amministrativa pecuniaria vada da €. 10.000 ad €. 50.000, salvo che il versamento delle ritenute omesse venga effettuato entro tre mesi dalla contestazione o dalla notifica dell’accertamento della violazione (art. 3 comma 6 d.lgs 8/2016).

I nostri legali impugnavano l’ordinanza-ingiunzione in quanto INPS aveva applicato una sanzione pari a circa sette volte la violazione commessa e pari al triplo del minimo edittale, sulla base del generico richiamo alla gravità della condotta e alla personalità dell’autore nonché agli altri elementi di cui all’art. 11 l. 689/81.

Letto il ricorso INPS ha depositato un provvedimento di rettifica con il quale ha rideterminato la sanzione in €. 10.000,00 precisando che il procedimento sanzionatorio avrebbe potuto essere estinto, entro sessanta giorni dalla data della prima udienza ovvero della prima udienza di trattazione del giudizio, con il pagamento in misura ridotta di €. 5.000,00, pari alla metà della sanzione amministrativa rideterminata.

I nostri legali dichiaravano in udienza che il contribuente aveva pagato la sanzione, come ridotta dall’Istituto e, successivamente, INPS dava atto della ricezione del pagamento e che, pertanto, il procedimento sanzionatorio avrebbe dovuto ritenersi definito.

Di conseguenza, entrambe le parti concordemente chiedevano dichiararsi la cessazione della materia   del contendere.

Il Tribunale di Verbania, con sentenza n. 69/23, dichiarava la cessazione della materia del contendere e compensava integralmente tra le parti le spese processuali. Il cliente in esito al ricorso presentato dai nostri legali ha pertanto ottenuto un risparmio di ben €. 20.000,00.