La Commissione Tributaria Regionale del Piemonte annulla le ingiunzioni di pagamento relative alla TARSU ammontanti ad €. 62.748,73

Una società di Biella che si occupa di affitto aule e attrezzature per corsi di formazione professionale si rivolgeva a noi comunicandoci di aver ricevuto 3 ingiunzioni di pagamento in data 31.05.2017 relativa alla TARSU del Comune di Torino.

La società ci riferiva, altresì, di aver precedentemente ricevuto anche:

– un’ingiunzione ammontante ad €. 25.750,67 relativa agli anni 2005-2006-2007 derivante dal parziale mancato· pagamento dell’intimazione del 04.02.2008 per la complessiva somma di € 50.768,11;

– un’ingiunzione ammontante ad €. 22.582,42 relativa all’anno 2008 derivante dal mancato pagamento integrale dell’intimazione del 22.01.2009 per la complessiva somma di €. 15.932,22;

– un’ingiunzione ammontante ad €. 14.415,64 relativa all’anno 2009 derivante dal mancato pagamento integrale della intimazione del 02.02.2010 per la ·complessiva somma di €. 15.932,22;

– comunicazione di iscrizione ipotecaria del 20.10.2010.

Analizzata la documentazione i nostri legali impugnavano, con due differenti ricorsi, le 3 ingiunzioni sollevando eccezioni di varia natura formali e la maturata prescrizione dei crediti per le cinque annualità (infatti, erano trascorsi più di 5 anni dalla notifica dell’iscrizione ipotecaria del

20.10.2011 e la notifica delle ingiunzioni del 31.5.2017).

La Commissione Tributaria Provinciale di Torino, con sentenza n. 205/2019 e 206/2019, respingeva i ricorsi in quanto la notifica dell’iscrizione ipotecaria intervenuta in data 20.10.2011 aveva determinato l’estensione del termine prescrizionale da quelli breve a quello ordinario decennale ex art. 2953 c.c.

I nostri legali, lette le motivazioni delle sentenze, decidevano di contestarle in quanto solo un titolo giudiziale definitivo consente l’applicazione dell’art. 2953 c.c. con la “·conversione” del termine di prescrizione breve eventualmente previsto in quello ordinario decennale.

Con sentenza n. 368/21, la Commissione Tributaria Regionale del Piemonte, dapprima riuniva i procedimenti e, successivamente, in riforma delle impugnate sentenze, annullava le ingiunzioni di pagamento impugnate compensando le spese del giudizio.

In particolare ed in pieno accoglimento della tesi difensiva dei nostri legali, la Commissione ribadisce che il tributo TARSU ha natura giuridica di obbligazione ad esecuzione periodica comportante una serie di atti di esecuzione distribuiti nel tempo in maniera ricorrente e saltuaria, ed inoltre il pagamento del medesimo è frazionato nel corso dell’anno. Di conseguenza, ricorre la ipotesi di cui all’art. 2948 c.c., n. 4, che prevede una prescrizione quinquennale.

La prescrizione è fissata, anche una volta che l’atto di riscossione sia divenuta definitivo, dalla legge regolativa del tributo, ad eccezione del caso nel quale il titolo che fonda l’atto sia un titolo giudiziale definitivo, ma qui non ricorre il caso.

Successivamente all’emissione della sentenza, i nostri legali venivano contattati dall’Ente Riscossore costituito al fine di raggiungere un accordo transattivo. In particolare, l’Agente Riscossore avrebbe proceduto ad effettuare il discarico delle ingiunzioni e rinunciava all’esecuzione delle sentenze emesse dalla Commissione Tributaria Provinciale di Torino mentre la società da noi assistita rinunciava a tutte le domande ed eccezioni formulate in appello ed all’esecuzione della sentenza della Commissione Tributaria Regionale del Piemonte.

Grazie alla nostra assistenza, la società ha risparmiato €. 62.748,73.