La Corte d’Appello di Genova, in riforma della sentenza impugnata, condanna a restituire € 81.748,70 alla società nostra assistita

(Corte d’Appello di Genova – RG 355/2022 – Sentenza parziale 1207/2023 e definitiva 937/2024 – Presidente Dott.ssa Rosella Silvestri – Presidente, Consigliere relatore Dott. Riccardo Baudinelli, Consigliere Dott.ssa Francesca Traverso)

Una società a nome collettivo di Pontremoli che si occupa di commercio al dettaglio di parti e accessori di autoveicoli si rivolgeva al nostro Studio al fine di far analizzare due conti correnti e collegate linee di credito intrattenute con un Istituto di Credito.

I nostri periti accertavano che su entrambi i rapporti l’illegittima applicazione di commissioni e spese, della capitalizzazione trimestrale degli interessi e di interessi oltre il tasso soglia usura.

Per tale motivo, i nostri legali, citavano in giudizio l’Istituto di Credito al fine di ottenere la restituzione delle somme indebitamente trattenute dalla banca.

A seguito delle memorie ex art. 183 VI comma c.p.c., il Giudice, con provvedimento dell’01.02.2019, ammetteva consulenza tecnica d’ufficio limitando il quesito peritale all’accertamento del superamento del tasso soglia usura in predeterminati periodi.

Il perito ha accertato per un conto corrente risultavano applicati interessi usurari in sei trimestri conseguendone importi illegittimamente percepiti dall’istituto bancario per € 2.968,03 mentre per l’altro conto corrente risultavano applicati interessi usurari in tre trimestri conseguendone importi illegittimamente percepiti dall’istituto bancario per € 226,04.

Nonostante le reiterate richieste dei nostri legali di integrazione del quesito peritale, in data 11.10.2021 il Tribunale di La Spezia, nella persona del Dott. Gabriele Giovanni Gaggioli, con sentenza n. 545/2021, condannava la banca al pagamento alla società nostra assistita della somma di € 2.968,03 oltre interessi legali dal 30.12.2009 al saldo, e di € 226,04 oltre interessi legali dal 18.01.2008 al saldo.

Ritenendo la decisione errata, i nostri legali predisponevano atto d’appello

In data 7.11.2023, la Corte d’Appello di Genova, con sentenza parziale n. 1207/2023, precisando che la sentenza impugnata risultava priva di qualsivoglia motivazione in relazione alle domande rigettate, rimetteva la causa a ruolo, ammetteva consulenza tecnico contabile e, con separata ordinanza, formulava il quesito peritale accogliendo i motivi d’appello con particolare riferimento:

– alla nullità della clausola cms per mancanza di indeterminatezza,

– alla illegittimità della capitalizzazione trimestrale degli interessi debitori successivamente al 2000 in quanto avvenuta tramite una modifica unilaterale da parte della Banca.

In data 28.06.2024, la Corte d’appello, con sentenza n. 937/2024 così statuiva:

“Ogni diversa o contraria domanda, eccezione e deduzione disattesa e reietta, definitivamente pronunciando, in accoglimento dell’appello proposto da … SNC, in riforma della sentenza n. 545/2021 pronunciata inter partes in data 9-11/10/2021 dal Tribunale della Spezia, in composizione monocratica,

1) dichiara tenuta e condanna banca … alla restituzione dell’importo di € 81.748,70 in favore di … SNC, oltre interessi legali dalla chiusura dei conti al saldo.

2) Condanna banca … a rifondere, in favore di … SNC, le spese di entrambi i gradi di giudizio, liquidate in € 14.103,00 per il compenso relativo alle fasi di studio, introduzione, trattazione e/o istruzione e decisione della causa ex DM 55/14, mod. dal DM 147/22, oltre accessori di legge (IVA, CPA, rimborso spese forfettarie nella misura del 15% del compenso), per il primo grado; in € 19.420,00 per il compenso relativo alle fasi di studio, introduzione, trattazione e/o istruzione e decisione della causa ex DM 55/14, oltre accessori di legge (IVA, CPA, rimborso spese forfettarie nella misura del 15% del compenso), per l’appello. Da distrarsi in favore del difensore dichiaratosi antistatario ai sensi dell’artt. 93 c.p.c.. Spese di CTU di entrambi i gradi a carico della Banca.”