La Corte di Giustizia Tributaria di Firenze annulla due fermi amministrativi e condanna Agenzia delle Entrate al pagamento delle spese di lite

Nell’anno 2021 una nostra cliente si rivolgeva ad un concessionario auto per la rottamazione del proprio veicolo e apprendeva dell’esistenza di due Fermi amministrative a suo carico iscritti sulla propria autovettura.

Si rivolgeva allora a noi e i nostri legali, con ricorso proposto il 25 maggio 2021 impugnavano i due Fermi amministrativi chiedendone l’annullamento deducendo che i provvedimenti non le sarebbero mai stati notificati.

Si costituiva in giudizio l’Agenzia delle Entrate Riscossione eccependo che i provvedimenti sarebbero stati notificati e che le notifiche si sarebbero perfezionate per compiuta giacenza.

I nostri legali depositavano memoria illustrative dando atto che le notifiche dei Fermi sarebbero illegittime in quanto avvenute con posta private Nexive e per non essere stata eseguita la notificazione della seconda raccomandata informativa.

La Corte di Giustizia Tributaria di Firenze, accoglieva integralmente l’impostazione dei nostri legali in quanto, per entrambe le notifiche mancava la prova dell’invio della seconda raccomandata.

La procedura corretta di notifica, infatti, presuppone che dell’affissione all’albo comunale venga data notizia con raccomandata con avviso di ricevimento ai sensi dell’articolo 26 del d.p.r. 602 del 1973 ratione temporis applicabile.

Di conseguenza, la Corte emetteva sentenza n. 174/2022 con la quale: “La CTP accoglie il ricorso e condanna parte resistente al pagamento delle spese che liquida in complessivi euro 200,00 oltre cap, iva e rimborso delle anticipazione non imponibile.”