La nostra cliente ha ottenuto la restituzione di € 27.280,73 oltre interessi da parte della banca

La nostra cliente ha ottenuto la restituzione di € 27.280,73 oltre interessi da parte della banca

(Tribunale Tempio Pausania – RG 1826/2013 – sentenza n. 388/2023 – Giudice Dott.  Iannini Ugo)

Una società di Arzachena che si occupa di commercio al minuto di ricambi e accessori per autoveicoli, motocicli, cicli, imbarcazioni e motori marini oltre che a occuparsi di noleggio biciclette, motocicli e moto si è rivolta a noi in quanto aveva deciso di cambiare banca e, a seguito della modifica, si era accorta che il vecchio conto corrente assistito da apertura di credito aveva spese maggiori rispetto a quello nuovo.

Richiedevamo, allora, tutti gli e/c (che venivano consegnati) e la documentazione contrattuale (che, però, la società non aveva).

Di conseguenza, i nostri legali richiedevano formalmente tramite un’istanza ex art. 119 TUB copia della documentazione contrattuale alla banca, la quale nulla consegnava.

Quindi, i nostri tecnici eseguivano una perizia tecnica sulla base dei soli e/c e scalari, la quale accertava indebite appostazioni per circa €. 30.000 e, successivamente, i nostri legali citavano in giudizio la banca al fine di ottenere la restituzione dell’indebito.

Nel corso del giudizio, il Giudice ammetteva Consulenza Tecnica d’Ufficio e, poi, il Tribunale di Tempio Pausania con sentenza n. 388/2023 così statuiva:

“1) Accerta che il saldo del c/c n. … alla data di chiusura del rapporto del 28.2.2008 ammontava ad euro 27.280,73 in favore di parte attrice;

2) Per l’effetto, condanna parte convenuta a restituire a parte attrice la somma di euro 27.280,73 oltre interessi di legge dalla data di chiusura del rapporto al soddisfo;

3) Condanna parte convenuta al pagamento delle spese di lite in favore di parte attrice, che liquida in complessivi euro 7.000,00 per esborsi e competenze, oltre oneri di legge, da distrarsi in favore dei difensori antistatari, avv.ti …;

4) Pone definitivamente a carico di parte convenuta le spese della CTU liquidate con separato decreto;

5) Rigetta tutte le altre domande.”

In particolare, il Giudice accoglieva totalmente le seguenti deduzione della società:

– nel caso in cui il cliente correttamente e tempestivamente richieda la documentazione contrattuale, la sua mancata produzione da parte della banca non può andare a detrimento del privato. In tal caso, quindi, le conseguenze negative derivanti dal mancato assolvimento in giudizio dell’onere probatorio devono ricadere sull’istituto di credito e ciò, a maggior ragione, qualora quest’ultimo oltre a non ottemperare all’obbligo di cui all’art. 119 TUB, si rifiuti di adempiere l’ordine di esibizione proveniente dal giudice;

– la mancata produzione del contratto di c/c e apercredito comporta l’applicazione dell’art. 117 VII comma TUB (applicazione dei tassi minimi BOT anziché i tassi debitori applicati dalla banca);

– la mancata produzione del contratto comporta l’eliminazione della capitalizzazione trimestrale degli interessi debitori, delle cms e delle spese applicate dalla banca.

Grazie al nostro intervento, la società di Arzachena ha ottenuto la restituzione di €. 27.280,73 oltre interessi da parte della banca.